VADEMECUM PER LA SICUREZZA INFORMATICA

di Federico Violante

 

 

In termini informatici la sicurezza al 100% non esiste, ed è strettamente collegata all’usabilità. C’è un proverbio che dice che un computer per essere sicuro deve essere spento, chiuso in una cassaforte e gettato in fondo all’oceano. Ma al di là di facili ironie, anche in questo caso sarebbe veramente sicuro ? Forse no, o quantomeno questo dipende da quanto importanti siano i dati custoditi al suo interno. Se lo fossero a sufficienza ci sarebbe senz’altro qualcuno disposto a recuperarlo.

 

Il collegamento ad Internet e/o ad una rete locale sono di una comodità estrema, ma ci espongono ad aggressioni da parte di hacker, virus ed altri agenti informatici. L’uso di password, di crittografia, per contro sono senz’altro un fastidio ma contribuiscono a rendere più difficile a malintenzionati o l’utilizzo non autorizzato di un elaboratore o di un particolare programma, o l’accesso ad un file contenente informazioni riservate.

 

La sicurezza reale è il giusto compromesso tra le proprie esigenze di interconnessione, di protezione di programmi e dati,  e gli inconvenienti che derivano dalle tecniche difensive scelte.

 

 

1.1 Sicurezza dell’hardware

 

Nulla è eterno, l’hardware meno che mai. Una prima saggia precauzione è l’utilizzo di un gruppo di continuità stabilizzato, che isoli il proprio computer o un insieme di computer da picchi e cadute di tensione. Un picco di tensione può distruggere irreparabilmente un monitor o un disco fisso, o può provocare, come anche una caduta di tensione, lo spegnimento istantaneo del computer, con possibili danni a documenti e files aperti e non ancora salvati. A chi non è mai accaduto ?

 

Un computer portatile, per la sua stessa natura è più soggetto a furti o danneggiamenti, per cui non dovrebbe mai contenere dati o documenti riservati, e di cui non si ha una copia.

 

Se un elaboratore contiene dati riservati, tenete presente che è possibile accedervi anche se protetto da password, asportando il disco dal suo interno, o azzerando le memorie interne che contengono la password.

Un intervento che permette almeno di individuare una eventuale effrazione può essere l’applicazione di etichette di plastica adesiva “non rimovibile” (un tipo di plastica che si strappa se si tenta di staccarla) a cavallo di due parti che devono essere separate per aprire il computer, o qualche goccia di cera, colla, ceralacca o altra sostanza resinosa sul bordo di una o più viti.

 

Se i dati riservati sono crittografati sarà molto improbabile che possano venire utilizzati.

 

 

1.2 Sicurezza di base.

 

La tipologia di elaboratore meno a rischio è quella di un computer non in rete e non connesso ad internet.
Il requisito minimo per la sicurezza è l’adozione di una password che consenta l’utilizzo della macchina solo a chi la conosce. In queste condizioni, per un malintenzionato che voglia accedere ai dati contenuti è necessario che il computer sia acceso e non ci siano altri sistemi di blocco e ovviamente che non ci sia il proprietario.

Andrebbe specificata anche una password a livello del sistema operativo, ma tenete conto del fatto che su sistemi operativi come Windows 95, Windows 98, Windows ME, la password del sistema operativo ha una funzione prevalentemente decorativa, poiché non blocca l’uso del computer e basta premere “ESC” per continuare.

Anche sistemi operativi più sicuri non lo sono poi più di tanto, poiché se anche è vero che con Windows NT, 2000 e XP, non è possibile continuare scavalcando la richiesta di password, è sempre possibile asportare il disco fisso e accederci collegandolo su un'altra macchina. Ci sono delle opzioni di installazione che si prefiggono di prevenire questa eventualità, ma ci sono anche dei software che permettono di accedere al disco facendosi beffe di queste opzioni.

 

Questo porta ad una serie di raccomandazioni:

 

·        Il proprio personal computer, dovrebbe essere considerato realmente “personal”, come presumibilmente si farebbe con la propria automobile; e quindi ne andrebbe consentito l’uso solo a persone fidate, non andrebbe lasciato acceso ed incustodito, e dovrebbe essere affidato per interventi di manutenzione a personale di fiducia, possibilmente qualificato e/o referenziato.

·        Utilizzate sempre le password della macchina e del sistema operativo, se il computer viene utilizzato in regime di promiscuità, o comunque se c’è la possibilità che venga utilizzato impropriamente e voi non volete. Le password non dovrebbero essere condivise tra più persone, dovrebbero essere scritte per usarle in caso di necessità ma conservate in un luogo sicuro e non su di un post-it sotto la tastiera  o dietro il monitor. Sarebbe saggio, oltre che obbligatorio per legge anche se fastidioso, che vengano cambiate ogni tre-sei mesi, e che non siano facilmente intuibili. Per una questione di praticità dovrebbero essere facili da ricordare, altrimenti prima o poi finiscono scritte sotto la tastiera o nel cassetto, e questo probabilmente ne facilita l’intuibilità. Provate almeno ad essere originali.

·        Tenete conto che in ogni caso raramente costituiscono una barriera insormontabile e quindi non affidatevi unicamente a questa linea di difesa.

·        La maggior parte dei salvaschermo prevede la possibilità di richiedere l’uso di una password per riprendere il controllo del computer. Attivatela e se possibile utilizzate quella del sistema operativo. Conviene.
Non lasciate il computer accesso ed incustodito, meno che mai con dei dati riservati belli in evidenza al centro dello schermo. Almeno uscite dalla applicazione, o attivate manualmente il salvaschermo.

·        Come già esposto in precedenza, sarebbe bene che dati riservati fossero crittografati; sono disponibili molti programmi gratuiti per questa eventualità.

·        E’ diventato ormai raro, ma tuttora è possibile, ricevere dei virus attraverso un videogame, un floppy o qualche utility distribuita su CD. In questi casi la miglior difesa è la prevenzione, quindi utilizzate un antivirus e mantenetelo aggiornato.

·        Oltre ai virus e alla non totale affidabilità dell’hardware i dati corrono un altro grosso rischio, derivante da errori e malfunzionamenti del software o da errori dell’operatore. L’unica difesa possibile da questo pericolo è di stabilire una corretta strategia di backup ed attenersi disciplinatamente ad essa. Qualunque mezzo si scelga di utilizzare per il backup (floppy, nastri, CD o Zip), sarebbe opportuno non riutilizzare continuamente lo stesso supporto, ma alternarne almeno due o tre a rotazione. In caso di problemi sull’ultimo supporto o sui dati su esso salvati, rimarrà la possibilità di recuperare una copia affidabile anche se meno aggiornata dai supporti precedenti. Le copie vanno conservate in un posto sicuro, teoricamente in un luogo separato.

·        Una possibilità di accesso ai dati molto sottovalutata e molto pericolosa è costituita dai file cancellati. In effetti la cancellazione di un file non è mai una vera cancellazione ma semplicemente una particolare marcatura che rende il file invisibile e ne predispone il riutilizzo dello spazio. Sulle versioni di Windows a partire da Windows 95 questo aspetto è messo in evidenza dall’uso del “Cestino” che raccoglie temporaneamente i files cancellati. Quello che non è evidente è che anche dopo avere svuotato il cestino i files sono ancora accessibili, utilizzando dei software adeguati. Questo vale a maggior ragione per i floppy e in generale per tutti i supporti rimovibili, che possono essere asportati facilmente per essere dissezionati con calma da eventuali malintenzionati. Se volete cancellare un file o il contenuto di un disco utilizzate le apposite utility di “wiping”. La formattazione da sola può non essere sufficiente. Prima ancora, non lasciate in giro floppy, CD o altri supporti, comprese le stampe contenenti materiale riservato.

 

 

1.3 Sicurezza su internet

 

Un rischio considerevolmente maggiore è tipico di un computer connesso ad Internet. Il confronto tra produttori di virus e produttori di antivirus si è da tempo spostato su internet, inteso come nuovo veicolo preferenziale per attacchi ed  infezioni. La cosa fondamentale da tenere presente è che quando siamo collegati ad Internet siamo assimilabili ad una preda che si muove in un bosco, in mezzo a cacciatori ed altre prede. Maggiore è il tempo che trascorriamo collegati e maggiore è la probabilità di essere colpiti. Come in una reale battuta di caccia ci sono esche e trappole, in forma di siti internet maliziosi e messaggi di posta elettronica “truccati”.

Le opportunità offerte da Internet probabilmente sono troppo grandi per rinunciarvi quindi conviene comportarsi da prede intelligenti e soprattutto consapevoli dell’ambiente in cui troviamo.

 

I suggerimenti applicabili a questo caso sono:

 

·        Collegatevi ad Internet solo per il tempo strettamente necessario. Se avete una connessione ADSL permanente, considerate seriamente l’adozione di un software di Firewall (in Windows XP è incluso ma va attivato nelle proprietà avanzate della connessione). Ce ne sono di gratuiti e a pagamento, ad esempio ZoneAlarm, Norton Personal Firewall e Tiny Personal Firewall. Un Firewall è un software che si interpone tra Internet ed il vostro computer facendo da filtro del traffico in entrata ed in uscita, e va configurato opportunamente in modo da interferire il meno possibile con le applicazioni legittime ed il più possibile con la attività di virus ed hacker.

·        Utilizzate e aggiornate automaticamente se possibile un software antivirus, ed attivate le opzioni di scansione automatica immediata dei file e di controllo della posta in entrata.

·        Impostate i livelli di protezione di Internet Explorer o di Netscape Navigator, al livello più alto compatibile con la funzionalità che vi serve, tenendo conto che livelli di protezione maggiori implicano possibilità di funzionamento minori. Utilizzate eventualmente la possibilità di indicare dei siti come “attendibili” per consentire a loro e solo a loro delle operazioni non consentite a tutti gli altri. Questo può essere indispensabile per accedere correttamente a siti di e-commerce o di home-banking  senza abbassare le difese nei confronti degli altri. Non frequentate siti porno, di hacking, di chat e similari, o se proprio non potete fare a meno impostate le protezioni del browser al livello massimo possibile.

·        Non scaricate software da Internet se non siete assolutamente sicuri di quello che state facendo, e non consentite che venga fatto senza una esplicita richiesta. Alcuni siti tentano di scaricare automaticamente dei software di auto-dial (compositori di numeri telefonici a pagamento). Altri li mimetizzano dietro dei link innocenti o invitanti che siano. Dopo qualche anno di navigazione ho sviluppato l’abitudine di esaminare l’indirizzo del link prima di cliccare, in genere basta passarci sopra con il mouse, e regolarmi di conseguenza. Su Internet e di questi tempi non fidarsi è meglio

·        A scanso di equivoci, chiedete attraverso il 187 la disattivazione dei vari sevizi 144, 166, 899 e simili se non vi sono necessari. L’operazione è gratuita. Comunque è bene disattivare la procedura di connessione automatica.

·        Se possibile disattivate l’esecuzione automatica di script e oggetti ActiveX e il download automatico di oggetti, file eseguibili, o parti di sistema operativo. Impostate queste opzioni (in Internet Exlporer su Strumenti\Opzioni Internet\Protezione\Livello personalizzato) a “chiedi conferma”. In seguito a ciò ogni operazione potenzialmente pericolosa farà comparire una finestra di dialogo che chiede se autorizzate l’esecuzione di qualcosa. La scelta è vostra e l’unico consiglio possibile è di leggere completamente la domanda evitando di rispondere “si” prima di essere arrivati in fondo alla prima riga, e tenere bene presente il contesto ed il sito in cui ci si trova. Ovviamente questo è molto fastidioso perché si viene avvertiti spesso, ma a questo si può ovviare classificando il sito come “Attendibile” se è il caso. Per mia personale esperienza su alcune volte in cui mi è scappato superficialmente un click sul “si” in due casi il sito, peraltro di contenuti tecnici e relativamente innocenti, ha tentato di installare un programma autodialer da uno script, fortunatamente bloccato dal controllo successivo.

·        L’unica eccezione al divieto del download automatico dovrebbe essere l’aggiornamento dell’antivirus, e del sistema operativo (windows update) che dovrebbero essere automatiche e il più frequenti possibile.

·        Non lasciate facilmente il vostro indirizzo e-mail sui siti, o se proprio dovete, lasciatene uno sacrificabile, nel senso che non vi crei problemi se ve lo intasano di mail spazzatura, (io ne ho aperto uno apposta su hotmail).

·        Non rispondete a messaggi di chi vi propone affari, appuntamenti o cose simili, o di chi vi chiede di cancellarvi da una mailing list se non vi ci siete realmente iscritti. Rispondendo gli comunicherete che l’indirizzo era corretto e vi arriverà una valanga di spazzatura in più. Non partecipate a catene di messaggi della fortuna, di scoperte di presunti virus,  o di Sant’Antonio. In genere non  è pericoloso, a parte la diffusione del vostro indirizzo di posta elettronica, ma consuma spazio e tempo vostro e degli altri. Inoltre il galateo di Internet lo sconsiglia.

·        Non cedete alla tentazione di aprire gli allegati della posta elettronica con un doppio clic, anche se hanno una estensione apparentemente innocua, (un file che si chiama leggimi.txt.doc.pif è trattato come un eseguibile) e anche se viene da qualcuno che conoscete bene (potrebbe essere stato infettato da qualcosa). Se viene da qualcuno che non conoscete a maggior ragione sarebbe bene evitarlo. Gli unici allegati relativamente sicuri sono quelli del cui arrivo e del cui contenuto siete a conoscenza. Disattivate dove possibile le opzioni di anteprima automatica e di esecuzione di script nel programma della posta elettronica.  La scansione automatica della posta elettronica aiuta molto, ma non è sicura al 100%

 

 

1.4 Sicurezza in rete locale

 

Se la navigazione in Internet da un computer non connesso in rete presenta dei rischi, la stessa cosa fatta da un computer collegato in rete con altri presenta una serie di fattori di rischio in più. Un eventuale attacco di hacker o virus può propagarsi attraverso la rete locale investendo altre macchine considerate più sicure e con minori difese.

 

Le regole aggiuntive per una corretta igiene informatica in questo caso sono:

 

·        Definite dei dischi virtuali destinati ad essere condivisi, condividete solo loro in lettura/scrittura, utilizzandoli per la condivisione stabile di documenti e dati comuni, o molto temporanea per programmi eseguibili e dati e documenti riservati.

·        Non condividete il disco di avvio, e cartelle contenenti programmi, o se proprio necessario condividete queste cose in sola lettura e/o per il tempo strettamente necessario.

·        Se il sistema operativo ve lo consente stabilite quali utenti possono accedere a quali cartelle, partendo da una definizione iniziale in cui nessuno può accedere a nulla ed estendendo i privilegi di accesso fino a raggiungere il compromesso desiderato tra sicurezza ed utilizzabilità

·        Se potete accedere al sistema con credenziali diverse, tipicamente come utente comune o amministratore, accedete con il livello minimo possibile, in modo particolare durante una connessione ad internet.

·        Documenti e dati riservati dovrebbero risiedere in cartelle in cui l’accesso e la visibilità sono consentite ai soli utenti abilitati.

 

 

1.5 Un cenno sui virus

 

Un virus è un programma in progettato per replicarsi e diffondersi autonomamente ed eventualmente causare effetti dannosi. Alcuni virus si limitano a riprodursi senza ulteriori effetti se non la trasmissione di e-mail o l’occupazione di spazio sul disco, altri si limitano alla semplice visualizzazione di messaggi, i più dannosi arrivano a corrompere il sistema operativo o tentare di distruggere l’intero disco fisso.

 

Un virus è sempre un programma eseguibile, sia direttamente che in forma di script come ad esempio una macro di Microsoft Word. Qualsiasi altro tipo di file che non sia direttamente eseguibile o che non venga aperto da un programma che lo esegua a sua volta non può causare una infezione.

 

In ambiente windows ciò che determina il campo di utilizzazione di un file è la sua estensione, ovvero i caratteri dopo l’ultimo punto. Dei file con estensione .exe .com .scr .pif .bat   (eseguibili), .vbs .js (intepretati) sono potenzialmente pericolosi perché sono sicuramente eseguiti.

File che possono contenere macro, come ad esempio .html ,.doc, .eml, .dot,  possono veicolare un virus anche se in modo meno automatico, poiché potrebbero essere aperti da un programma che li visualizza ma non ha la capacità di eseguire il codice dannoso.

Non possono essere veicoli di virus file il cui visualizzatore predefinito non ha funzioni supplementari, ad esempio le immagini, i file PDF, o i file di testo .txt

 

Un floppy può essere un veicolo di infezione solo eseguendo esplicitamente un programma su di esso contenuto o lasciandolo nel lettore durante l’avvio del computer. Altrimenti no.

 

I sintomi più comuni della presenza di un virus possono essere:

 

·        Il computer tenta di accedere ad Internet senza una ragione apparente

·        Delle applicazioni smettono di funzionare o presentano degli errori ricorrenti

·        L’avvio o lo spegnimento diventano particolarmente lenti

·        Qualcuno vi avverte di avere ricevuto dei messaggi di posta elettronica sospetti

 

Le tecniche più semplici di prevenzione, oltre all’uso di un antivirus aggiornato possono essere:

 

·        Disattivare l’avvio da floppy disk (dal setup del bios)

·        Proteggere i floppy dalla scrittura. In questo modo se un virus tenta di scriversi ve ne accorgerete dai numerosi tentativi, inoltre essendo la protezione hardware la scrittura sarà realmente impossibile.

·        Utilizzare solo software di provenienza attendibile.

·        Monitorare periodicamente i files di avvio di windows attraverso l’utility “msconfig”, lanciabile dalla voce “Esegui” del menu avvio. Questi file sono nelle sezioni “Avvio “, “Win.ini”, ”System.ini” e “Servizi” quando presente.

 

Un problema aggiuntivo di recente sviluppo è la scoperta e l’utilizzo da parte di hacker di punti deboli del sistema operativo Windows. Questi punti deboli sono esposti e vulnerabili solo durante le connessioni ad Internet e possono essere utilizzati per introdurre virus o software assimilabile e/o danneggiare parti del sistema operativo.

Maggiori informazioni sono disponibili su http:\\www.microsoft.com\security\protect\  , ma le raccomandazioni generali sono di attivare l’aggiornamento automatico di windows,  installare un software di Firewall, e disporre di un antivirus tempestivamente aggiornato.

 

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Ultimo aggiornamento 17-04-04